Top News

30 Giugno 2020

Ablazione di fibrillazione atriale, quanto conta la differenza di genere?

cavallaro

Di:

Camilla Cavallaro

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

La fibrillazione atriale (FA) analogamente ad altre patologie cardiovascolari presenta una diversa prevalenza e prognosi nei due sessi. Nonostante il rischio di sviluppare questa aritmia sia più alto di 1.5-2 volte negli uomini rispetto alle donne, quest’ ultime tendono a sviluppare sintomi più gravi e vanno più frequentemente incontro ad ospedalizzazione (1).

Per quanto riguarda il tasso di complicanze ed i risultati a medio e lungo termine della procedura di ablazione mediante radiofrequenze (RF), gli studi a disposizione non hanno evidenziato chiare differenze nei due sessi. Un consensus di esperti del 2013 ha escluso vi fossero sufficienti evidenze per dimostrare differenze significative tra i due sessi relative all’outcome dell’ablazione della FA (2)

Una recente pubblicazione giapponese giunge tuttavia a conclusioni diverse. Nelll’ultimo numero di Europace un gruppo giapponese ha pubblicato i dati di un importante studio osservazionale multicentrico, il “Kansai Plus Atrial Fibrillation (KPAF) Registry”, che per la prima volta identifica degli elementi che differenziano l’outcome clinico nei due sessi (3).

Tanaka et al hanno arruolato 5010 pazienti consecutivi in 26 centri asiatici, sottoposti ad ablazione con radiofrequenza (RF) di FA. Il follow-up è durato 2.9 anni. L’endpoint primario dello studio era la recidiva di FA nel follow-up. La popolazione era costituita da donne per il 27.3%; queste presentavano un’età media più alta (68±9 vs. 63±11 anni, P<0.0001), una prevalenza più bassa di FA non parossistica (27.1% vs. 38.9%, P<0.0001), un CHADS2 score più elevato e minori dimensioni dell’atrio sinistro.

 

  • Negli individui di sesso femminile si è eseguito un maggior numero di ablazioni di foci non legati alle vene polmonari
  • All’analisi multivariata il tasso di recidiva dopo la prima procedura di ablazione con RF è risultato significativamente più alto nelle donne (indipendentemente dal fatto che la procedura di ablazione fosse singola o ripetuta più volte (43.3% vs. 39.0%, log rank P = 0.0046).
  • Il sesso femminile rimaneva inoltre un fattore predittivo indipendente di recidiva di FA (hazard ratio 1.24; 95% confidence interval 1.12–1.38, P<0.0001).
  • Le donne andavano incontro più frequentemente ad impianto di pacemaker e sviluppavano più spesso scompenso cardiaco o sanguinamenti dopo l’intervento di ablazione.

Considerazioni:

  • Lo studio multicentrico in questione è di interesse perché pone l’attenzione sui risultati ottenuti a quasi tre anni di distanza mediante ablazione con RF nei due sessi
  • Il maggior numero di ablazioni di foci non legati alle vene polmonari, fa propendere per l’ipotesi che ci sia un diverso trigger ed un diverso substrato anatomico alla base di questa differenza.
  • Il tasso di impianto di PMK più alto nel sesso femminile si spiega ragionevolmente con l’incidenza maggiore di fibrosi atriale  nella donna, una causa frequente  blocchi seno-atriali e pause.

 

Bibliografia

  1. Ko D, Rahman F, Schnabel RB, Yin X, Benjamin EJ, Christophersen IE. Atrial fibril- lation in women: epidemiology, pathophysiology, presentation, and prognosis. Nat Rev Cardiol 2016;13:321–32.
  2. Ganesan AN, Shipp NJ, Brooks AG, Kuklik P, Lau DH, Lim HS et al. Long-term outcomes of catheter ablation of atrial fibrillation: a systematic review and meta- analysis. J Am Heart Assoc 2013;2:e004549.
  3. Tanaka N, Inoue K, Kobori A, Sex differences in atrial fibrillation ablation outcomes: insights from a large-scale multicentre registry; Europace (2020) 0, 1–13 doi:10.1093/europace/euaa104

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin